Convegno AIF


L'opinione

20/08/2011 - Governo privo di visione scarica tutto sugli enti locali

Raimondi: dal 2001 peggio dell’Italia è cresciuta solo Haiti

 

 

Il Sindaco Raimondi interviene sulla manovra finanziaria allo studio del Parlamento. Tra i provvedimenti proposti dal Governo c’è quello della cancellazione di alcune province, dei comuni sotto i mille abitanti e il drastico taglio dei trasferimenti statali nei confronti degli enti locali.

“Il principio da seguire è spendere meno ed incassare di più. Per spendere meno è indispensabile procedere con il taglio ai costi della politica che non deve partire dai piccoli comuni, ma dalla riduzione del numero dei parlamentari e dall’eliminazione di tutte le Province e degli enti inutili: comunità montane, parchi, consorzi di bonifica ed altri. In questo modo non solo si potrà ottenere un cospicuo risparmio economico ma anche uno snellimento delle procedure burocratiche che rallentano, ed in qualche caso bloccano, tanti progetti. Una dimostrazione di semplificazione riguarda l’urbanistica: un comune deve adeguare la pianificazione del suo territorio al piano territoriale paesistico regionale e provinciale. E se ci sono incongruenze tra i due si blocca tutto con ricadute negative per i cittadini – afferma il Sindaco di Gaeta - Un grazie sentito va al PdL, che non ha rispettato questo punto del suo programma, e un ringraziamento particolare al Partito Democratico che con la sua astensione ha permesso che le province esistano ancora. Una dimostrazione dell’istinto di protezione della Casta di mancanza di coraggio di andare fino in fondo solo per salvaguardare giochi politici che fruttano piccole e meschine rendite di posizione ed illusioni di potere”.

“Per incassare di più è indispensabile fare una vera lotta all’evasione fiscale che ogni anno sottrae decine di miliardi di euro alle casse statali. Ma è anche vero che se il Presidente del Consiglio possiede 64 società nei paradisi fiscali qualche dubbio sulla serietà di quanto annuncia è lecito che venga. È come far decidere ad un leone se le gazzelle possono correre – afferma Raimondi - A Gaeta c’è stato un bel recupero di tributi evasi tra cui basta ricordare solo all’Ici sulle aree edificabili che è passata dai 66mila euro del 2006 ai 313mila euro nel 2010. Un altro atto allo studio del Governo è il cosiddetto «contributo di solidarietà» che pagheranno chi le tasse le paga già: dirigenti del pubblico impiego, piccoli imprenditori e tutti coloro che dichiarano di aver un reddito alto. Ecco perché c’è bisogno di una forte lotta all’evasione ed una reale riforma del fisco”.

“Nella direzione esattamente opposta va l’abolizione dell’Ici sulla prima casa fatta senza distinguere se un cittadino dimori in una megavilla o un in miniappartamento. Nonostante il rimborso dell’Ici stia arrivando nei tempi stabiliti, quel provvedimento populistico ha sottratto allo Stato le risorse per la riduzione dell’Irpef sul lavoro dipendente che avrebbe dato impulso ai consumi con un aumento del gettito fiscale. Sarebbe stato sicuramente meglio della Social Card, una delle recenti e fallimentari invenzioni della finanza creativa del ministro Tremonti”.

“Sono pienamente d’accordo con il presidente dell’Anci Osvaldo Napoli che nella sua lettera ha scritto che i Comuni italiani sono «l’unica parte della pubblica amministrazione che in questi anni ha contribuito a ridurre il debito pubblico. Nonostante questo da anni subiscono tagli di miliardi di euro, ben superiori al loro peso nel comparto. Per intenderci: se lo Stato si fosse comportato come i Comuni, non solo non ci sarebbe il debito pubblico, ma il bilancio sarebbe in attivo» I comuni che rispettano il patto di stabilità, ogni anno sempre più stringente, danno il loro contributo al risanamento del deficit nazionale, ma questi sforzi non vengono né riconosciuti né premiati - aggiunge Raimondi - Per quanto riguarda Gaeta, abbiamo rispettato il Patto di Stabilità per quattro anni consecutivi e abbiamo subìto una riduzione di trasferimenti pari a 700mila euro. E nei prossimi anni sarà durissima fare un bilancio con circa due milioni di euro in meno”.

“L’accorpamento dei piccoli comuni cancellerebbe l’identità di un territorio e di una comunità. Pensiamo ai casi di Campodimele e Ventotene. Sono solidale con loro, non devono essere accorpati con altri enti locali. A chi si dovrà unire Ventotene? A Ponza? A Formia? A Gaeta? E con quale criterio? Stiamo parlando di un’isola con una sua specifica storia e particolarità che la rendono unica – prosegue il Sindaco - Di sicuro, al momento, c’è soltanto l’inettitudine del Governo Berlusconi che cerca di recuperare consensi tra gli elettori, con i mercati internazionali e acquisire un minimo di prestigio e affidabilità in Europa annunciando la riduzione della spesa pubblica e il pareggio di bilancio nel 2013. Ma senza un cambiamento radicale che passi attraverso un drastico e reale ridimensionamento dei costi della politica, non rappresentato dai piccoli comuni, non resterà che continuare a spremere chi le tasse le ha sempre pagate e le fasce deboli della popolazione. Ed è ciò che sta accadendo. Dovremo quindi uniformarci all’etica pubblica di Silvio Berlusconi secondo il quale ognuno è «moralmente autorizzato ad evadere le tasse» se ritiene ingiusta la richiesta dello Stato”.

“La classe politica nazionale dimostra, ancora di più in questi giorni, di non avere una visione chiara di come uscire da questo periodo di difficoltà economica. Ma come ragionare con un Presidente del Consiglio per il quale l’unico futuro possibile ed accettabile è quello della prescrizione dei suoi processi? Come poter credere ai discorsi di un Governo che vuole combattere l’evasione fiscale con spot televisivi e poi consente di «scudare» i capitali portati all’estero con una ridicola ammenda e garantendo, inoltre, l’anonimato agli evasori? Tra i contenti di questa misura c’è la criminalità organizzata che ha potuto «lavare» legalmente i suoi soldi sporchi. Sono tanti i motivi che hanno portato l’Italia ad avere una crescita praticamente nulla negli ultimi dieci anni: peggio di noi ha fatto soltanto Haiti – conclude Raimondi - C’è bisogno di mettere mano con serietà a tutti i livelli altrimenti non usciamo dalla crisi. I cittadini se la possono anche prendere con i sindaci, ma è bene che capiscano chi ha portato l’intero Paese a questo punto a causa di una politica economica disastrosa”.