la coalizione


L'opinione

23/02/2012 - Civicità, etica e continuità.
In questi giorni sono andato a rivedere sul dizionario i significati di “civico” e “lista civica”. Nel primo caso la definizione è: “che è proprio dei cittadini, in quanto appartengono ad uno stato”; nel secondo è: “lista elettorale autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere i problemi locali.” In base a queste spiegazioni mi chiedo come sia possibile, in vista delle prossime elezioni amministrative, la nascita di tutte queste liste civiche, visto che poi, prendendo il singolo candidato si arriva al suo legame passato, passato recente o attuale, con questo o quel partito….o addirittura prima a sinistra e poi a destra…o viceversa!! Certo il trasformismo continua a regnare sempre di più! Posso dire con orgoglio di rappresentare con il mio gruppo i VERI CIVICI, sempre impegnati nella res publica e nella Democrazia partecipativa. La “Lista Civica per Raimondi” ed il “Movimento Progressista”, infatti, sono formati davvero da persone che mai prima di questa esperienza avevano preso parte alla politica locale attiva e che hanno deciso di scendere in campo per la rinascita della loro città. I risultati da noi ottenuti sono straordinari, se teniamo conto della grave crisi economica nazionale ed internazionale che ha prodotto, fra le altre cose, tagli ingenti agli enti locali, riducendo, di conseguenza, le risorse a disposizione della comunità. Abbiamo dimostrato alla città una forte coesione, basata sul confronto interno e sulla libertà di parola e di pensiero di ognuno di noi, qualità che ci hanno permesso la governabilità in questi cinque anni di legislatura. L’amministrazione Raimondi ha approvato e realizzato tante cose per la città, restituendo a Gaeta la dignità che si merita e, soprattutto, la sua automia……perché il fatto di essere nati, e di continuare ad essere, civici ha fatto si che non ci dovessimo mai sottomettere a nessuno. L’etica e la morale che ci caratterizzano devono essere indicatori della nostra politica basata sulla legalità, libera da influenze e giochi di potere. Questo tipo di cose le lasciamo agli uomini di partito, i grandi sconfitti dell’epoca attuale, che hanno dimostrato il loro attaccamento alle cariche e alle poltrone, senza pensare al bene del paese e al suo sviluppo. Diciamo le cose come stanno, tutte queste liste civiche che sono nate sono legate a partiti politici (in realtà sono liste civetta) che hanno dimostrato, a livello locale e nazionale, di essere incapaci di prendersi cura della “cosa pubblica” e, soprattutto, del bene pubblico, che è il sale della Democrazia. Alla luce di tutto ciò ritengo che interrompere questo nostro cammino significherebbe fare un salto nel buio, un pericoloso ritorno al passato e al conservatorismo, o meglio, un salto in una civicità che non è reale, che è finta, e che darà potere al politico di turno di dare ordini e spadroneggiare, riportando, così, la nostra città nell’anonimato totale e togliendole qualsiasi possibilità di crescita. Come ha detto Goethe: “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.” Antonio Raimondi